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Barelle e ambulanze

Barelle e ambulanze

L’importanza della perfetta taratura del “sistema” per la sicurezza dei pazienti trasportati

La barella non è un accessorio dell’ambulanza ma ne costituisce il cardine essenziale. Per le normative e per la logica stessa non può esistere ambulanza senza barella, allo stesso modo di come non può esistere una sala operatoria senza tavolo operatorio. La barella rappresenta il posto fisico per il paziente, intendendo il paziente come centro e soggetto della prestazione del sistema di soccorso la barella deve essere considerata come cardine prestazionale del sistema stesso. La barella principale, come definita dalle normative vigenti, deve garantire la sicurezza ed il comfort del paziente durante il trasporto in ambulanza e durante i trasferimenti e le procedure terapeutiche d’urgenza. Le superfici paziente devono consentire le procedure di rianimazione cardio-polmonare e le posture clinicamente utili (ortopnoica e anti shock). Oltre a ciò la barella principale deve essere uno strumento di lavoro per gli operatori che permette, attraverso caratteristiche tecniche di agevolare le prestazioni e rendere efficace il lavoro svolto e la relativa qualità del sistema di trasporto e soccorso.

Trasportare ed operare su di un paziente che necessita di cure è senza ombra di dubbio da considerare un compito delicato ed importante che necessita dei migliori strumenti e della massima dedizione. Negli anni si sono sviluppate soluzioni sempre più avanzate per rendere il sistema Barella/Ambulanza uno strumento sempre più efficiente e sicuro. La progettazione del mezzo di soccorso non può prescindere dalla barella, proprio per favorire la genesi del giusto sistema personalizzato per la migliore prestazione. Le barelle vengono progettate per favorire diversi utilizzi, ma principalmente si suddividono in barelle da soccorso, che garantiscono elevate adattabilità a posture diverse del paziente ed alla integrazione con i dispositivi medicali utilizzati, e barelle da trasporto, che permettono un utilizzo frequente e scevro da orpelli meccanici che ne permettono un utilizzo agevole da parte di un vasto numero di operatori ed un intervallo manutentivo molto lungo.

Una volta scelto il tipo di utilizzo del mezzo la barella deve essere regolata sul mezzo che la deve accogliere e vice versa. Ecco che ad altezza del pianale di carico del mezzo corrisponde tipologia di barella e dimensioni dei piani di caricamento. Le altezze del piano di carico e le tolleranze tra queste e l’altezza di caricamento della barella devono essere tenute in massima considerazione per garantire il corretto funzionamento di tutti i meccanismi di sicurezza delle barelle ed in funzione di ciò la sicurezza generale del paziente. Un fattore estremamente importante dell’allestimento di un’ambulanza è il dettaglio di precisione delle regolazioni tra barelle e pianale di caricamento. A tale proposito è fondamentale la sinergia e lo scambio di informazioni tra il produttore della barella e l’allestitore del mezzo: questa sinergia permette infatti di poter regolare nel migliore dei modi l’allestimento e le distanze fondamentali con la barella in dotazione per poter permettere a tutti i meccanismi il miglior funzionamento.

Tra le distanze fondamentali che vengono considerate nel progetto di una barella vi sono: l’altezza di caricamento e la lunghezza o distanza di caricamento. Vediamo alcune definizioni:
- ruote di caricamento: applicate al lato testa della barella, permettono di trasferire il carico del paziente e della barella sul pianale di carico del mezzo sull’ambulanza prima di sbloccare le gambe della barella
- altezza di caricamento della barella: distanza tra il suolo e le ruote di caricamento.
- lunghezza di caricamento: distanza tra il fulcro delle ruote di caricamento ed il primo punto di contatto tra barelle e propaggine del mezzo (generalmente paraurti o predellino); questa rappresenta il tratto utile al trasferimento del peso dalle ruote della barella al pianale del mezzo.
L’altezza di caricamento corretta permette ai carrelli della barella di aprirsi completamente durante lo scarico dall’ambulanza in modo automatico e permette di trasferire il peso sul pianale di carico prima di sbloccare il carrello testa durante la manovra di caricamento mentre. L’altezza del piano del mezzo corretta per le barelle “autocaricanti” deve sempre essere superiore di pochi centimetri rispetto alla altezza di caricamento della barella, per consentire all’operatore di far “salire” la barella sull’ambulanza sollevando il carrello testa da terra (alleggerendolo del carico) e permettendone il ripiegamento durante la manovra di caricamento o la completa distensione durante la manovra di scarico.
Una altezza scorretta (più bassa) del piano del mezzo rispetto alla barella può causare, la caduta del complesso barella/paziente sul piano durante il caricamento con sollecitazione del paziente e degli organi meccanici della barella o, peggio, la caduta della barella e del paziente a terra durante lo scarico dal mezzo se il carrello testa non si distende completamente sino al blocco di sicurezza.
La lunghezza di caricamento della barella deve sempre essere superiore alla distanza tra il piano di carico (dove poggeranno le ruote di caricamento) e l’ultima propaggine dell’ambulanza che impatta contro il carrello testa della barella al momento del carico. Un’ errata combinazione potrebbe causare l’impossibilità di caricare la barella sull’ambulanza se la stessa non consente di trasferire il carico del carrello testa sul pianale o la caduta del paziente e della barella durante lo scarico per la mancata distensione completa del carrello testa al momento dello scarico (perché impatta su paraurti o predellino del mezzo). La maggior parte di problemi o incidenti che capitano durante le fasi di carico o scarico del paziente dall’ambulanza avvengono per un’errata combinazione tra barella ed ambulanza nelle distanze fondamentali.

Un altro fattore determinante per il corretto funzionamento delle barelle è il dispositivo di bloccaggio al pianale del mezzo. La normativa vigente prevede che la barella risulti solidale al mezzo (come ogni altro strumento a bordo) anche se sollecitata da accelerazioni sino a 10G nelle principali direzioni del moto. Per il fissaggio della barella vengono utilizzati agganci che devono reggere circa 10 volte il peso del complesso barella paziente standard (in accordo con ECE R16 Annex 7) ed al termine di un test dinamico (crash test) eseguito da un ente notificato, il complesso non deve avere prodotto, durante lo spostamento, lesioni agli occupanti ed aver riportato spostamenti finali superiori ai 150 millimetri.  I fissaggi dedicati alle barelle con queste caratteristiche sono dichiarati nei rispettivi manuali d’uso e manutenzione e non possono essere sostituiti con fissaggi non espressamente previsti dal costruttore, pena il decadimento della conformità CE. Anche nella disposizione di detti bloccaggi vanno rispettate le distanze fondamentali, il bloccaggio lato operatore della barella dovrà essere fissato al pianale in posizione tale da non interferire con le procedure di caricamento e scarico ed ad una distanza tale dal bloccaggio lato testa da consentire un sicuro bloccaggio di entrambi gli estremi.
Alcuni tra i fattori determinanti la sicurezza del paziente durante le operazioni con le barelle sono influenzati da abitudini ed addestramento del personale, anche questo previsto dalla normativa vigente, che non consente a personale non appositamente addestrato l’utilizzo dei dispositivi medici. Va infatti ricordato che la barella principale è classificata dalla legge italiana come dispositivo medico e come tale è soggetta alla direttiva della Comunità Europea che ne determina le caratteristiche e i requisiti d’uso (CEE 93/42 e DL 46/97).

Tra le abitudini che vanno considerate nel gestire correttamente il sistema barella/ambulanza risulta, per esempio, importante per la sicurezza delle procedure l’assenza a bordo della cellula sanitaria dell’ambulanza (retro) di personale durante le fasi di carico e soprattutto di scarico del paziente con la barella. La presenza di persone nel vano posteriore dell’ambulanza ne varia normalmente l’altezza dal suolo agendo sulle sospensioni, se queste non sono particolarmente rigide o autolivellanti la riduzione della altezza di caricamento può seriamente compromettere la distanza utile alla completa apertura del carrello testa delle barelle determinando la caduta al suolo del paziente.

Questa come altre procedure non devono essere lasciate alla discrezionalità degli operatori ma vanno illustrate e divulgate durante appositi corsi previsti dai produttori al fine di ottenere i migliori risultati dagli strumenti che si sono adottati ed incrementare la sicurezza e la qualità del servizio di trasporto e soccorso con l’adozione del giusto sistema barella/ambulanza, che dovrà essere gestito, monitorato e mantenuto nel tempo in perfetta efficienza.

A cura di

Nicola Campani, responsabile R&D di Ferno Washnigton Italia