Approfondimenti
La storia dell’ambulanza
Parte prima
Le origini
La storia dell’ambulanza, inizia ben prima dell’arrivo dell’automobile nel XIII Secolo nell’attuale Toscana ad opera della Arciconfraternita della Misericordia di Firenze che costituì la prima istituzione di soccorso organizzato, di ispirazione cristiana: come opera di carità si occupava della cura e del soccorso agli ammalati. Era infatti personale religioso ad occuparsi degli sfortunati che si trovavano nei lazzaretti ed ospedali dell'epoca. Dal momento che per l’espletamento del servizio veniva utilizzquest’ultimo indossava uno strano cappuccio a punta, detto “buffa”. Il primo strumento che si conosce adibito a trasporto di malati fu la “zana”, una specie di gerla dentro la quale si metteva l'infortunato e veniva poi trasportata a spalla. Negli anni successivi fu utilizzato il “cataletto”: l'ammalato veniva adagiato disteso dentro una sorta di cassone, oppure semi seduto su una portantina, da sollevare a braccia, per mezzo di due pertiche. Fino al 1700, il sistema del cataletto fu ovunque il più diffuso per il trasporto di ammalati e infermi
Il termine “Ambulanza”
Per quanto riguarda il termine “ambulanza”, derivante dal latino “ambulare”, è riconducibile alla seconda metà del 1400, quando Isabella di Spagna istituì per il suo esercito delle formazioni sanitarie mobili, al seguito dei combattenti, chiamate "Ambulancias". Il termine continuo' ad avere questo utilizzo fino alla fine del 1700, specie presso le truppe francesi ove vennero istituiti gli ospedali ambulanti per l'esercito. Fu Ambroise Pare' (1510-1590), un chirurgo militare francese, il primo ad organizzare i soccorsi già durante la battaglia. Lo si potrebbe considerare il promotore del primo soccorso: sostenitore della sutura delle ferite, effettuava spesso amputazioni e la legatura dei vasi arteriosi sanguinanti già sul margine del campo di battaglia.
L'ambulanza volante di Larrey
Erede di Pare', e da tutti considerato il padre del moderno concetto di ambulanza fu il barone Dominique Jean Larrey (1766-1842), chirurgo capo della Grande Armée di Napoleone Bonaparte. Larrey, fin dalle sue prime esperienze sul campo di battaglia nel 1792 iniziò a progettare la sua "ambulanza volante". Chiamata cosi' in quanto veniva schierata come l'artiglieria volante; fu il primo mezzo adibito al trasporto dei feriti, con criteri di costruzione che prevedevano un sistema ammortizzante e condizioni igieniche garantite dal ricambio d'aria. Vennero costruiti due carri distinti, uno a due ruote provvedeva al trasporto di due feriti ed era utilizzato su terreni pianeggianti, il secondo aveva quattro ruote e trasportava, seppure un po' scomodi, fino a 4 feriti distesi.
La grande innovazione del Larrey fu quella di aver progettato dei carri costruiti specificatamente per trasportare feriti. Inoltre egli intuì che un intervento rapido avrebbe consentito di salvare piu' vite senza attendere la fine della battaglia per recuperare i superstiti come avveniva solitamente a quel tempo. Il sistema di soccorso dei francesi fu completato da Percy, collega di Larrey, che ideo' un carro chiamato “wurs”t con il quale i chirurghi seguivano le ambulanze. Vennero inoltre creati corpi di barellieri ed infermieri assegnati alle "ambulanze volanti". Il sistema fu messo a punto e presentato a Napoleone ed al suo Stato Maggiore nel 1797 a Udine, al termine della Campagna d'Italia. I metodi di soccorso e le modalità per il trasporto stabiliti dal Larrey son ancora oggi attuali. Sempre grazie al Larrey, si svilupparono negli anni seguenti sistemi di trasporto sulla soma di animali, mantenendo pero' le caratteristiche fondamentali dei primi tempi e migliorando man mano quelle che erano le condizioni dei trasportati, anche adattandosi alle diverse caratteristiche del terreno ove avveniva il soccorso. In questo senso positiva fu l'opera degli inglesi che, dovendo amministrare numerose colonie, svilupparono sistemi di soccorso su terreni di ogni tipo utilizzando ora il mulo ora il dromedario.
Spinta decisiva: la medicina militare
Anche nel XIX Secolo lo sviluppo dei carri ambulanza fu dettato, come nelle epoche precedenti, dalle esigenze militari che richiedevano mezzi che consentissero il trasporto di un più alto numero di feriti, del materiale necessario e dei soccorritori. In Italia, nel 1831, con la creazione dei Corpi di Sanità regolari del Regno di Sardegna il termine ambulanza indicava sia le formazioni militari che i carri per i feriti che ne facevano parte. I carri ambulanza, sempre più grandi e pesanti, per altro si dimostrarono spesso inadatti all'utilizzo su strade fangose o mal tracciate: è il caso dell'ambulanza britannica del Dr. Smith, utilizzata in patria ma del tutto inadeguata alle necessità della Guerra di Crimea (1854-1856). E fu proprio durante questo conflitto che gran parte delle nazioni partecipanti sviluppò in maniera significativa i propri sistemi di soccorso. Se da parte dei francesi si trattò solo di perfezionare il vecchio sistema delle ambulanze volanti, l'impero Britannico dovette rivedere completamente i propri standard di raccolta e trasporto dei feriti.
Meritoria fu in tal senso l'opera di Florence Nightingale che mise in atto una vera e propria rivoluzione per quanto riguardava il trattamento dei feriti che molto spesso perivano colpiti da tifo e colera. Quello che la Nightingale colse, al di la dei grossi meriti in campo assistenziale che la fanno considerare la madre della moderna professione infermieristica, si può facilmente riassumere con questa sua frase: "un trasporto soddisfacente di ammalati e feriti e' il primo requisito per salvare loro la vita"
Per quanto riguarda l'Impero Russo fu il chirurgo Nikolai Pirogoff ad istituire un servizio di soccorso ed assistenza simile a quello della Nightingale. Quest'ultima fu consultata anche dal governo unionista americano di Washington durante la guerra di secessione (1861-1865). In questo periodo si svilupparono anche vari progetti per carri portaferiti specie per il più ricco esercito nordista per il quale il Dr. Jonathan Letterman si occupò di dirigere l'organizzazione dei soccorsi.
Le prime lettighe a ruote
A partire dal 1864, i Prussiani, in guerra con la Danimarca, utilizzarono le lettighe a ruote, leggere ed in grado di essere gestite anche da un solo soccorritore.
La normale barella, su cui si adagiava il ferito, veniva poi posizionata su una struttura a ruote che veniva trainata da un uomo o da un animale; talvolta tale struttura era simile ad una carriola ed i sostegni della barella erano piuttosto complessi. Quasi sempre queste lettighe consentivano di coprire il volto del paziente con appositi tendalini pieghevoli, mentre per il comfort si utilizzavano sistemi basculanti.
La maggior parte delle lettighe avevano 2 ruote su un singolo asse con la barella che poteva scivolare sulla struttura portante ed essere assicurata. Altri progetti prevedevano altre due piccole ruote poste centralmente, una davanti e l'altra dietro l'asse, per prevenire il ribaltamento della lettiga. In ambito militare però si preferì continuare ad usare i grandi carri, riservando le lettighe con una barella ad un uso in ambito civile nelle poche località servite.
Nuove Associazioni: la fine del 1800
Durante la terza guerra d'indipendenza (1866) si cominciarono a diffondere in Italia carri ambulanza, grazie alla progettazione del medico Agostino Bertani. La sua ambulanza venne così definita all'epoca: "E' essa un veicolo montato su quattro ruote e sette molle. Riesce utilizzabile su qualsiasi strada e ha una notevole capienza perché può portare cinque feriti distesi su appositi lettini e altri tre seduti davanti". Negli anni successivi il perfezionamento dell'allestimento fu merito del torinese Alessandro Locati che fra il 1870 e il 1880 avrebbe guadagnato fama anche oltre oceano affermandosi ad esempio alla mostra di Filadelfia del 1876.
Del resto già alla fine della guerra di secessione si formarono negli Stati Uniti dei sistemi organizzati di soccorso in ambito civile e cittadino: a Cincinnati nel 1865 era attivo un servizio di ambulanze. In Europa nacque nel 1882 la St. Andrews Ambulance Association che operava nell'intera Scozia e nel 1887 un colosso come la St. John Ambulance Brigade, derivato dall'antico ordine di San Giovanni, divenne ben presto un cardine per il soccorso extraospedaliero del Regno Unito e in tutti i paesi del Commonwealth.
Nel 1881 a Vienna prese fuoco il Ringtheater causando numerose vittime e feriti soprattutto per la mancanza di soccorsi. A seguito di questo fatto, e con la spinta decisiva del barone di Mundy, nacque l'Associazione dei Volontari del Soccorso di Vienna. Nello stesso anno, in Germania, Esmark, chirurgo di Kiel, fondò l'Associazione dei Samaritani.
Nel 1889 H.L. Bischoffsheim fondò a Londra l'Hospital Association Street Ambulance Service. Da altrettante stazioni di polizia, 62 nuove lettighe a ruote con altrettanti policemen di servizio provvedevano al soccorso per tutta la città. Queste lettighe, progettate dallo stesso Bischoffsheim, avevano un design innovativo e prevedevano la posizione semi seduta del trasportato.